|
Qui non si canta al modo delle rane. La città nelle poetiche futuriste |
|
|
|
|
Scritto da Gaia De Pascale
|
|
Mercoledì 25 Agosto 2010 14:22 |
|
Autore: Gaia De Pascale
Editore: Mimesis
Data di Pubblicazione: Settembre 2009
Prezzo: € 16,00
Mimesis - Acquista
All'inizio del XX secolo lo spazio urbano subisce una vera e propria rivoluzione. Questo testo si propone di analizzare i legami tra tali stravolgimenti e la prima delle avanguardie europee: il futurismo. A partire dal 1909, la scrittura diventa consustanziale allo spazio urbano, trasformandosi in quella che fu definita una "cosa stradale": la sintassi, la tipografia, i contenuti, gli espedienti retorici e linguistici. Tutto deriva dalla città e alla città ritorna, creando una spaccatura irreversibile con il passato. Se molti sono gli studi sul rapporto futurismo/metropoli dal punto di vista delle arti visive, Qui non si canta al modo delle rane, nel centenario della nascita del futurismo, si concentra (cosa assolutamente nuova) sul versante prettamente letterario della questione. Ma l'arte, l'urbanistica, l'architettura, la sociologia e la storia non possono stare fuori da un discorso su un'epoca controversa e straordinaria che ha eliminato qualsiasi diaframma tra arte e arte, e per sempre. |
|
Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Agosto 2010 17:35 |
|
|
Wu Ming - Non soltanto una band di scrittori |
|
|
|
|
Scritto da Gaia De Pascale
|
|
Venerdì 29 Gennaio 2010 17:46 |
|
Autore: Gaia De Pascale
Editore: Il Melangolo
Data di Pubblicazione: Febbraio 2009
Prezzo: € 11,00
Wu Ming Foundation - Il Melangolo - Acquista
La storia dei Wu Ming è una storia che vale la pena raccontare. Non tanto, o non solo, perché la loro scrittura ha lasciato segni ben visibili nel panorama letterario italiano, o per lo scossone che le azioni di Luther Blissett prima, e i libri di Wu Ming dopo, hanno dato a certa cultura pigra e salottiera, appisolata nelle ritmiche scadenze di vecchi sperimentalismi e nuovi premi. Ma anche, e soprattutto, perché le storie che raccontano ci appartengono per davvero. Sono nostre, siamo noi. Nate da un lavoro collettivo, prese dalla collettività e ad essa restituite, le narrazioni di Wu Ming si sporcano le mani nel fango che tutti abbiamo attraversato, senza consolazione e senza retorica. Ed è proprio scavando nella melma di un passato al quale non ci si può più permettere di fare sconti che la speranza riesce nuovamente ad emergere, a imporsi su qualunque sconfitta. |
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 10:53 |
|
|
Scritto da Gaia De Pascale
|
|
Venerdì 29 Gennaio 2010 17:40 |
|
Autore:
Gaia De Pascale
Editore:
Ponte Alle Grazie
Data di Pubblicazione:
Marzo 2008
Prezzo:
€ 11,00
Recensioni - Interviste - Acquista
Il piacere di viaggiare, di scoprire la vita di un luogo, non di materializzarsi in posti lontani senza sapere cosa c'è in mezzo. Il gusto di percorrere le strade guardando quello che c'è intorno, e non sfrecciandovi in mezzo. Oggi si può andare ovunque in poco tempo. Proprio per questo è ora di recuperare il viaggio a misura d'uomo, il viaggio lento, a piedi o in bicicletta. Viaggiare lento: Tiziano Terzani in "Un indovino mi disse" racconta di un anno passato viaggiando solo in treno. Perché è quello il modo per entrare davvero in contatto con la gente, con i popoli a cui tutto passa sopra la testa, non solo gli aeroplani. Un libro ricco di consigli pratici, ma non solo: una guida ricca di riflessioni, con un approccio romantico-letterario. Perché il turista pellegrino è soprattutto questo: un nuovo poeta.
"...ci vuole una bella dose di faccia tosta a posare una simbolica sedia sul ciglio della strada e restarsene lì, fermi e in silenzio, a guardare assorti il panorama, indifferenti alle auto che sfrecciano via o all’assordante rombo dell’ennesimo volo charter. Queste pagine nascono dalla volontà di mettersi sulle tracce dei luoghi, e dei tempi, in cui è ancora possibile rallentare, sedersi su quella simbolica sedia e imparare così ad andare davvero lontano..." |
|
Ultimo aggiornamento Sabato 30 Gennaio 2010 08:43 |
|
|